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Il frutto delle “larghe intese”

Petrolio-analisi-sullandamento-dei-prezzi-1-by-Mercati-e-Investimenti-.-itNon potevano che essere concordi  Vincenzo Cesareo (Presidente di Confindustria) e Martino Tamburrano (Neo Presidente della Provincia, figlio delle “larghe intese” ioniche) nel dichiararsi contro il “NO” alle opere utili a Tempa Rossa deliberato dal Consiglio Comunale di Taranto. Un rifiuto al progetto che è stato palesemente indotto dalla popolazione, non certo legato al buon senso di chi ci amministra. È evidente per altro l’invasione di campo di Tamburrano, che dalla Provincia vorrebbe ora decidere per Taranto. Il pretesto è ancora una volta il “dialogo”. Riteniamo che l’unico dialogo oggi fondamentale per il nostro territorio debba vertere sull’indipendenza dalla grande industria e sullo sviluppo sostenibile di commercio e turismo, tema quest’ultimo, di competenza proprio del Presidente di Confindustria. Gli eventi mostrano chiaramente che la direzione seguita sino ad ora si è rivelata fallimentare (sotto il profilo sia occupazionale che sanitario) per Taranto,  è necessario  dunque un cambiamento di rotta dalla grande industria ad una economia alternativa che porti salute e benessere economico diffuso. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

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Taranto, musica e cultura al sapor di petrolio

orchestraUna delle strategie piu’ frequenti che le multinazionali (petrolifere e non) attuano in tutto il mondo per far accettare alla popolazione di un territorio la loro massiccia presenza, è quella di aprire le “valvole” ai finanziamenti verso cultura e spettacoli.

Esempio lampante è la ormai famosa “TAP” che ha sponsorizzato feste e concerti in giro per il Salento, come a dire che tradizione e deturpazione dell’ambiente possano andare di pari passo. Tale operazione spesso passa inosservata a chi è poco informato.
Nonostante ciò alcuni organizzatori  salentini incalzati dalla reazione di protesta dei cittadini hanno dovuto rinunciare a taluni scottanti contributi.

Ebbene anche a Taranto la cultura ha il sapore di combustibile fossile. Ecco che spunta la SHELL  tra i partner della Stagione Concertistica 2014/2015 dell’Orchestra “Magna Grecia”. Proprio la Shell che con il progetto Tempa Rossa (in joint venture con altri colossi petroliferi) vuole trasformare Taranto in un “magazzino di petrolio” e il Mar Grande in un “parking per petroliere” con tutti i rischi annessi.

Il sospetto che questa dinamica di sponsorizzazione non rimarrà isolata, è concreto. Sentiamo dunque di poter dire che oggi piu’ che mai chi diffonde l’arte, non dovrebbe, per senso etico e morale  contribuire all’immagine di chi vuole sfruttare il territorio, a maggior ragione se il contesto è una città già martoriata come Taranto.

Si dirà che “ci sono difficoltà, la cultura costa”, invece noi sappiamo che al contrario la cultura paga, anzi, pagherebbe se fossimo liberi di poter disegnare il nostro futuro, di far crescere  quello sviluppo  culturale e turistico negato proprio dalle industrie pesanti che insistono sul nostro territorio. “Partner” di questo tipo dunque, non fanno onore a chi li sfoggia, in quanto garanti futuri del nostro sottosviluppo e di quella mentalità che ci ha ridotto alla miseria interiore e materiale. Come i fatti hanno tristemente dimostrato, la mancanza di un’etica collettiva è sempre stata la causa principale di tutti i mali della comunità ionica.

Cari Amministratori dell’Orchestra Magna Grecia, sappiamo bene che “vivere è scegliere” e voi (legittimamente ma forse senza imbarazzo) avete scelto, probabilmente non sarete né i primi, né gli ultimi ad optare verso tali soluzioni,  ma in questa visione, intitolarsi al glorioso passato magnogrèco tarantino, appare come un grosso controsenso.


TEMPA ROSSA. VERTENZA PORTO: Provincia di Taranto e sindacati, la disinformazione non paga.

PORTO TARANTO

TEMPA ROSSA.

VERTENZA PORTO: Provincia di Taranto e sindacati, la disinformazione non paga. Le responsabilità sono solo a carico dei soggetti inadempienti

Comunicato stampa 9/11/2014

Nel merito degli ultimi sviluppi e delle richieste di sospensione della recente delibera comunale avversa al progetto Tempa Rossa, desideriamo segnalare l’ennesimo atto di disinformazione.

Vivo rincrescimento viene innanzitutto espresso per l’azione di interferenza che vuole attuare la novella Provincia di Taranto che ha manifestato la volontà di richiedere al Comune di Taranto la sospensione della delibera di approvazione della variante del piano regolatore portuale con l’esclusione del prolungamento del pontile Eni, utile al progetto petrolifero Tempa Rossa.

La Provincia di Taranto mostra sin dal suo esordio la volontà di proseguire sulla stessa irresponsabile linea guida dettata dalla precedente presidenza che, incurante dei bisogni di sicurezza e salubrità espressi dalla popolazione, ha aperto la strada ad una profonda crisi politica e legale dell’ente, tanto da causarne il commissariamento.

Singolare risulta inoltre l’ultima nota dei sindacati nella quale da un lato dichiarano essere di dubbia efficacia la delibera del Comune relativa a Tempa Rossa, mentre contestualmente richiedono alla Prefettura di verificare che la stessa non abbia ripercussioni anche sui lavori al nuovo porto.

Alle dirigenze di Cgil, Cisl e Uil giova ricordare che è fisiologico e normale che i loro suggerimenti restino inascoltati in sede comunale dal momento che, per l’ennesima volta, son risultati in netto contrasto con le volontà espresse dalle principali parti sociali tarantine come quelle degli ordini professionali, di commercianti, artigiani ed associazioni.
Questo loro incomprensibile atteggiamento crea una enorme distanza tra i sindacati ed il resto della popolazione.

Non può essere certo una delibera del Comune in ambito ambientale a condizionare la continuità produttiva, quanto l’aver agito per anni in spregio alle più elementari misure di sicurezza mettendo in pericolo tanto la popolazione esposta quanto gli stessi lavoratori. Ad esempio ricordiamo che gli sporgenti del porto mercantile numeri 2 e 4 sono stati posti sotto sequestro con facoltà d’uso per mancanza di raccolta delle acque reflue di prima pioggia.

Non può essere allora l’adozione delle norme comunitarie a compromettere il lavoro, piuttosto lo è l’occupazione inopportuna e anacronistica delle aree produttive strategiche da parte di poche aziende private che sono riuscite a beneficiare di concessioni privilegiate nell’ambito di un insano rapporto dal carattere quasi monopolistico.

Una carenza di programmazione che potrebbe mettere in pericolo persino le attività industriali non critiche ed ecosostenibili come quelle legate ai trasporti commerciali di Transhipment sul molo polisettoriale. Non può essere il blocco dell’allungamento del pontile a mettere in discussione la realizzazione di tutti i lavori previsti nella piastra portuale; sono opere indipendenti come si può evincere anche dalle schede progettuali.

Sempre ai sindacati Cgil, Cisl e Uil non resta che ricordare che il primo rispetto è dovuto alla popolazione. Dal momento che le relative dirigenze insistono col disperato tentativo di difendere l’indifendibile, specie in presenza di violazioni dei termini di legge e della volontà di mantenere le attività industriali pesanti, non resta che sperare che gli stessi lavoratori rinnovino al più presto le loro figure di rappresentanza, evidentemente non all’altezza del compito loro assegnato e non in grado di comprendere e discutere le alternative industriali pulite e sicure.
Il porto può costituire una alternativa salvifica per Taranto solo se affidato alla visione e alla programmazione di parti sociali competenti e di buon senso.

MOVIMENTO STOP TEMPA ROSSA


30 Comuni chiedono l’impugnazione dello Sblocca Italia, Taranto resta a guardare.

DELTA_DEL_NIGER_400Oltre trenta Comuni delle Province di Salerno, Matera e Potenza hanno deliberato per chiedere l’impugnazione dello “Sblocca Italia”, una legge “Salva Trivelle” che negli Art. 36 e 38 toglie potere legislativo alle Regioni sulle politiche energetiche e regola le royalties. In particolare si denotano presunti  profili di incostituzionalità sugli art. 9, 42, 117 e 118 della Costituzione Italiana. A suscitare profondo scalpore è stato il tentativo (fortunatamente sventato) in Commissione Ambiente di far approvare un emendamento al Decreto che militarizzava i siti di interesse strategico, come nel caso di Taranto. Lo Sblocca Italia  rappresenta una doppia insidia per la nostra città, infatti oltre a contenere strumenti che potrebbero contrastare le lotte ambientaliste, sovrastando le competenze locali, è indubbia la ripercussione indiretta che l’estrazione del petrolio Lucano potrebbe avere su Taranto. Del resto i progetti industriali (o logistici) hanno sempre obiettivi a lungo termine, di conseguenza non è dato conoscere  le intenzioni delle compagnie petrolifere che potrebbero in futuro collegare nuovi giacimenti alla condotta “promuovendo”  definitivamente Taranto a centro di stoccaggio petrolifero. L’impugnazione  di questa infausta legge  dunque è un atto politico dovuto per chi realmente vuole un futuro diverso e si dichiara contrario a Tempa Rossa.

Occhi puntati dunque sulla Regione Puglia, in quanto diretta interessata dal provvedimento, ma la domanda nasce spontanea:
Perchè il Comune di Taranto non si aggrega ai trenta Comuni per chiedere impugnazione lo Sblocca Italia?

Ecco l’elenco dei Comuni:

Craco (MT)
Sasso di Castalda (PZ)
Grumento Nova (PZ)
Tursi (MT)

– Area Programma Vulture Alto Bradano con Deliberazione n. 9 del 13.10.2014 con votazione unanime dei Sindaci dei Comuni di:

Palazzo San Gervasio (PZ)
Barile (PZ)
Genzano di Lucania (PZ)
Lavello (PZ)
Maschito (PZ)
Melfi (PZ)
Montemilone (PZ)
Rapolla (PZ)
Rapone (PZ)
Rionero in Vulture (PZ)
San Fele (PZ)
Venosa (PZ)
Ginestra (PZ)
Forenza (PZ)

– Comunità montana Vallo di Diano con Deliberazione del Consiglio Generale, Verbale n. 24 del 30.09.2014, con votazione unanime dei Sindaci dei Comuni di:

Monte San Giacomo (SA)
Atena Lucana (SA)
San Ruffo (SA)
Sala Consilina (SA)
Sant’Arsenio (SA)
Treggiano (SA)
Padula (SA)
Buonabitacolo (SA)
Polla (SA)
Casalbuono (SA)
San Pietro al Tanagro (SA)


Autorità Portuale, a chi giova Tempa Rossa?

petrolieraPPIl Presidente dell’Autorità Portuale Sergio Prete è favorevole a Tempa Rossa. Questo progetto non porta alcuno sviluppo alla città di Taranto in compenso reitera la volontà di soggiogare il nostro porto ad un utilizzo esclusivo a favore dell’industria pesante, senza ricaduta alcuna sull’economia cittadina. Eppure proprio l’Avvocato Prete nel Piano Operativo Triennale 2012/2014 da lui sottoscritto, dice:

“E’importante rilevare un ulteriore aspetto su cui intervenire. La mancanza storica, nel passato, di attività portuali mercantili e la loro conseguente scarsa influenza sull’economia cittadina, nonché l’esclusiva dipendenza dall’attività delle grandi industrie successivamente insediatesi nel territorio, non ha favorito la nascita e la crescita nella popolazione di una cultura tesa a considerare il porto come attività finalizzata al benessere comune”.

Prosegue introducendo il concetto di “logistica pubblica” nelle finalità del Porto di Taranto:

“ Concetto di “logistica pubblica”. Logistica intesa come risorsa al servizio di una collettività rientrante, quindi, nelle sfere d’interesse e di competenza delle istituzioni, con importanti ricadute sul benessere e la crescita di un territorio”.

Il Piano Regolatore Portuale dunque ha come finalità quella di sviluppare il Porto di Taranto per il bene comune e per le attività che portano ricchezza alla città (commercio, turismo, piccole e medie imprese), queste finalità non trovano riscontro nella necessità di autorizzare il prolungamento del PontilePetroli ENI, indispensabile solo alla realizzazione del Progetto Tempa Rossa, per l’attracco delle 90 petroliere in piu’ all’anno. Infatti a fronte di 300 milioni di euro d’investimento la ricaduta occupazionale a cantiere terminato contemplerà solo 25 unità lavorative. Pertanto ci sentiamo di rivolgere questa domanda all’Avvocato Prete:

Ma…a chi giova Tempa Rossa?

Movimento Stop Tempa Rossa


Tempa Rossa. Non prolungate il pontile!

1413898616967Al prossimo Consiglio Comunale si voterà la delibera di giunta per escludere dal piano portuale il prolungamento del pontile ENI (indispensabile per il progetto Tempa Rossa). Presto dunque sapremo con certezza quali consiglieri e quali partiti sono favorevoli a questo progetto che non va autorizzato per le conseguenze di natura ambientale, economica e occupazionale. Il progetto Tempa Rossa creerà solo 25 posti di lavoro a cantiere concluso a fronte di un investimento di 300 milioni di euro. Per Taranto ne vale la pena?


CONVEGNO TOTAL, LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO ‘’STOP TEMPA ROSSA’’

stop tempa rossa ROSSO

COMUNICATO STAMPA

12/10/2014

CONVEGNO TOTAL, LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO ‘’STOP TEMPA ROSSA’’

 

In merito all’invito di partecipazione al convegno dal titolo ‘“Tempa Rossa: sviluppo, sostenibilità e rispetto per l’ambiente”, previsto per il 16 Ottobre presso l’Hotel Delfino, Taranto, organizzato Total E&P Italia S.p.A., si comunica che la dott.ssa Spera sarà presente esclusivamente in rappresentanza del Movimento Stop Tempa Rossa.

Il Movimento Stop Tempa Rossa, con questa scelta, atto di responsabilità nei confronti della cittadinanza, non intende aprire un dialogo con Total E&P Italia S.p.A. ma vuole garantire un doveroso e necessario contraddittorio.

Il Movimento Stop Tempa Rossa ha già ampiamente argomentato le ragioni della propria opposizione alla realizzazione del progetto Tempa Rossa, spiegando nei dettagli le problematiche connesse ed informando correttamente la cittadinanza. Tali ragioni verranno ribadite con puntualità e chiarite nel corso del convegno.

La società Total E&P Italia S.p.A., dopo un primo contatto telefonico e successivamente via e-mail, ha specificato che il workshop in programma è organizzato con l’intento di ‘confrontarsi’, attraverso un ‘dialogo puntuale’,  anche con coloro che hanno ‘idee’ diverse sul Progetto Tempa Rossa. Tali finalità tuttavia appaiono poco veritiere.

Se è vero infatti che Total è aperta al dialogo con il territorio non è comprensibile la necessità di attuare una massiccia campagna pubblicitaria favorevole al progetto ‘Tempa Rossa’, con la palese volontà di imporre il proprio punto di vista. Prova ne è il fatto che la nostra richiesta di aprire le porte del convegno per un confronto con la cittadinanza è stata respinta. La società ha scelto di eludere il confronto pubblico con la cittadinanza, si entrerà infatti su invito con posti limitati.

Daniela Spera

Portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa