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TEMPA ROSSA. VERTENZA PORTO: Provincia di Taranto e sindacati, la disinformazione non paga.

PORTO TARANTO

TEMPA ROSSA.

VERTENZA PORTO: Provincia di Taranto e sindacati, la disinformazione non paga. Le responsabilità sono solo a carico dei soggetti inadempienti

Comunicato stampa 9/11/2014

Nel merito degli ultimi sviluppi e delle richieste di sospensione della recente delibera comunale avversa al progetto Tempa Rossa, desideriamo segnalare l’ennesimo atto di disinformazione.

Vivo rincrescimento viene innanzitutto espresso per l’azione di interferenza che vuole attuare la novella Provincia di Taranto che ha manifestato la volontà di richiedere al Comune di Taranto la sospensione della delibera di approvazione della variante del piano regolatore portuale con l’esclusione del prolungamento del pontile Eni, utile al progetto petrolifero Tempa Rossa.

La Provincia di Taranto mostra sin dal suo esordio la volontà di proseguire sulla stessa irresponsabile linea guida dettata dalla precedente presidenza che, incurante dei bisogni di sicurezza e salubrità espressi dalla popolazione, ha aperto la strada ad una profonda crisi politica e legale dell’ente, tanto da causarne il commissariamento.

Singolare risulta inoltre l’ultima nota dei sindacati nella quale da un lato dichiarano essere di dubbia efficacia la delibera del Comune relativa a Tempa Rossa, mentre contestualmente richiedono alla Prefettura di verificare che la stessa non abbia ripercussioni anche sui lavori al nuovo porto.

Alle dirigenze di Cgil, Cisl e Uil giova ricordare che è fisiologico e normale che i loro suggerimenti restino inascoltati in sede comunale dal momento che, per l’ennesima volta, son risultati in netto contrasto con le volontà espresse dalle principali parti sociali tarantine come quelle degli ordini professionali, di commercianti, artigiani ed associazioni.
Questo loro incomprensibile atteggiamento crea una enorme distanza tra i sindacati ed il resto della popolazione.

Non può essere certo una delibera del Comune in ambito ambientale a condizionare la continuità produttiva, quanto l’aver agito per anni in spregio alle più elementari misure di sicurezza mettendo in pericolo tanto la popolazione esposta quanto gli stessi lavoratori. Ad esempio ricordiamo che gli sporgenti del porto mercantile numeri 2 e 4 sono stati posti sotto sequestro con facoltà d’uso per mancanza di raccolta delle acque reflue di prima pioggia.

Non può essere allora l’adozione delle norme comunitarie a compromettere il lavoro, piuttosto lo è l’occupazione inopportuna e anacronistica delle aree produttive strategiche da parte di poche aziende private che sono riuscite a beneficiare di concessioni privilegiate nell’ambito di un insano rapporto dal carattere quasi monopolistico.

Una carenza di programmazione che potrebbe mettere in pericolo persino le attività industriali non critiche ed ecosostenibili come quelle legate ai trasporti commerciali di Transhipment sul molo polisettoriale. Non può essere il blocco dell’allungamento del pontile a mettere in discussione la realizzazione di tutti i lavori previsti nella piastra portuale; sono opere indipendenti come si può evincere anche dalle schede progettuali.

Sempre ai sindacati Cgil, Cisl e Uil non resta che ricordare che il primo rispetto è dovuto alla popolazione. Dal momento che le relative dirigenze insistono col disperato tentativo di difendere l’indifendibile, specie in presenza di violazioni dei termini di legge e della volontà di mantenere le attività industriali pesanti, non resta che sperare che gli stessi lavoratori rinnovino al più presto le loro figure di rappresentanza, evidentemente non all’altezza del compito loro assegnato e non in grado di comprendere e discutere le alternative industriali pulite e sicure.
Il porto può costituire una alternativa salvifica per Taranto solo se affidato alla visione e alla programmazione di parti sociali competenti e di buon senso.

MOVIMENTO STOP TEMPA ROSSA


Autorità Portuale, a chi giova Tempa Rossa?

petrolieraPPIl Presidente dell’Autorità Portuale Sergio Prete è favorevole a Tempa Rossa. Questo progetto non porta alcuno sviluppo alla città di Taranto in compenso reitera la volontà di soggiogare il nostro porto ad un utilizzo esclusivo a favore dell’industria pesante, senza ricaduta alcuna sull’economia cittadina. Eppure proprio l’Avvocato Prete nel Piano Operativo Triennale 2012/2014 da lui sottoscritto, dice:

“E’importante rilevare un ulteriore aspetto su cui intervenire. La mancanza storica, nel passato, di attività portuali mercantili e la loro conseguente scarsa influenza sull’economia cittadina, nonché l’esclusiva dipendenza dall’attività delle grandi industrie successivamente insediatesi nel territorio, non ha favorito la nascita e la crescita nella popolazione di una cultura tesa a considerare il porto come attività finalizzata al benessere comune”.

Prosegue introducendo il concetto di “logistica pubblica” nelle finalità del Porto di Taranto:

“ Concetto di “logistica pubblica”. Logistica intesa come risorsa al servizio di una collettività rientrante, quindi, nelle sfere d’interesse e di competenza delle istituzioni, con importanti ricadute sul benessere e la crescita di un territorio”.

Il Piano Regolatore Portuale dunque ha come finalità quella di sviluppare il Porto di Taranto per il bene comune e per le attività che portano ricchezza alla città (commercio, turismo, piccole e medie imprese), queste finalità non trovano riscontro nella necessità di autorizzare il prolungamento del PontilePetroli ENI, indispensabile solo alla realizzazione del Progetto Tempa Rossa, per l’attracco delle 90 petroliere in piu’ all’anno. Infatti a fronte di 300 milioni di euro d’investimento la ricaduta occupazionale a cantiere terminato contemplerà solo 25 unità lavorative. Pertanto ci sentiamo di rivolgere questa domanda all’Avvocato Prete:

Ma…a chi giova Tempa Rossa?

Movimento Stop Tempa Rossa


Tempa Rossa. Non prolungate il pontile!

1413898616967Al prossimo Consiglio Comunale si voterà la delibera di giunta per escludere dal piano portuale il prolungamento del pontile ENI (indispensabile per il progetto Tempa Rossa). Presto dunque sapremo con certezza quali consiglieri e quali partiti sono favorevoli a questo progetto che non va autorizzato per le conseguenze di natura ambientale, economica e occupazionale. Il progetto Tempa Rossa creerà solo 25 posti di lavoro a cantiere concluso a fronte di un investimento di 300 milioni di euro. Per Taranto ne vale la pena?


CONVEGNO TOTAL, LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO ‘’STOP TEMPA ROSSA’’

stop tempa rossa ROSSO

COMUNICATO STAMPA

12/10/2014

CONVEGNO TOTAL, LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO ‘’STOP TEMPA ROSSA’’

 

In merito all’invito di partecipazione al convegno dal titolo ‘“Tempa Rossa: sviluppo, sostenibilità e rispetto per l’ambiente”, previsto per il 16 Ottobre presso l’Hotel Delfino, Taranto, organizzato Total E&P Italia S.p.A., si comunica che la dott.ssa Spera sarà presente esclusivamente in rappresentanza del Movimento Stop Tempa Rossa.

Il Movimento Stop Tempa Rossa, con questa scelta, atto di responsabilità nei confronti della cittadinanza, non intende aprire un dialogo con Total E&P Italia S.p.A. ma vuole garantire un doveroso e necessario contraddittorio.

Il Movimento Stop Tempa Rossa ha già ampiamente argomentato le ragioni della propria opposizione alla realizzazione del progetto Tempa Rossa, spiegando nei dettagli le problematiche connesse ed informando correttamente la cittadinanza. Tali ragioni verranno ribadite con puntualità e chiarite nel corso del convegno.

La società Total E&P Italia S.p.A., dopo un primo contatto telefonico e successivamente via e-mail, ha specificato che il workshop in programma è organizzato con l’intento di ‘confrontarsi’, attraverso un ‘dialogo puntuale’,  anche con coloro che hanno ‘idee’ diverse sul Progetto Tempa Rossa. Tali finalità tuttavia appaiono poco veritiere.

Se è vero infatti che Total è aperta al dialogo con il territorio non è comprensibile la necessità di attuare una massiccia campagna pubblicitaria favorevole al progetto ‘Tempa Rossa’, con la palese volontà di imporre il proprio punto di vista. Prova ne è il fatto che la nostra richiesta di aprire le porte del convegno per un confronto con la cittadinanza è stata respinta. La società ha scelto di eludere il confronto pubblico con la cittadinanza, si entrerà infatti su invito con posti limitati.

Daniela Spera

Portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa

 


CAMPIONATO 2014/15. TARANTO vs TEMPA ROSSA 6 – 0

taranto versus temparossa 29 GIUGNO Il Movimento Stop Tempa Rossa (STR) redige la Relazione esplicativa sul Progetto “Tempa Rossa”, comincia ad informare i cittadini raccogliendo moltissime adesioni. Organizza diverse catene umane sulle spiagge.

1 AGOSTO Confindustria Taranto tenta di distogliere l’attenzione dal progetto Tempa Rossa organizzando una manifestazione contro la “deindustrializzazione”. La cittadinanza scende in piazza facendo fallire la manifestazione.  “Dribbling” non riuscito. Figuraccia di Confindustria.

20 AGOSTO STR  attacca lanciando una petizione online contro il progetto che in breve tempo arriva a 5000 firme, raggiungendo oltre 25.000 cittadini. I politici locali messi sotto pressione da petizione, adesioni e informazione cominciano dichiarare la propria contrarietà e ad esprimere la volontà di fermare Tempa Rossa.

16 SETTEMBRE Total scende in campo presentando il progetto in una conferenza organizzata da Confindustria. La cittadinanza reagisce protestando. Tutta la stampa parla del dissenso, la conferenza blindata non sortisce l’effetto pubblicitario voluto.  STR risponde alla propaganda Total con un volantino informativo distribuito in tutta la città.

1 OTTOBRE L’Associazione “Legamjonici” (aderente al movimento STR) diffonde la notizia che le sue osservazioni sono state inserite nelle prescrizioni del rapporto di sicurezza (CTR). Eni (sempre piu’ assente) dovrà ora dimostrare che gli impianti possono resistere alla potenza di un tornado (300km/h) oltre a molti altri vincoli legati alla sicurezza.

16 OTTOBRE Total “tenta un dialogo” invitando ad un convegno esponenti dei Movimenti che si oppongono a Tempa Rossa. Total teme il pressing della cittadinanza.


VOLANTINO INFORMATIVO.PERCHE’ TEMPA ROSSA CI FA MALE.

Depliant COLORIDepliant BN

Martedi 16 settembre si è svolta la Conferenza organizzata da Confindustria Taranto  nel corso della quale è stato presentato il progetto ‘Tempa Rossa’.Le multinazionali Eni, Total, Shell e Mitsui hanno presentato il progetto come un’occasione assolutamente vantaggiosa per Taranto, assicurando la perfetta ecocompatibilità del progetto ad ‘impatto zero’.
Per ‘informare’ la popolazione le multinazionali provvederanno ad inviare nelle case dei tarantini un opuscolo nel quale il progetto ‘Tempa Rossa’ appare come una vera e propria benedizione per la città, un’occasione da non perdere.
Ma la verità non è questa.
Il Movimento Stop Tempa Rossa ha dunque ideato e realizzato un volantino nelle due versioni a colori e in bianco e nero per informare in maniera rapida ed efficace sul progetto ‘Tempa Rossa’. L’obiettivo è contro-informare, spiegare, in maniera semplice, cos’è realmente questo progetto.

SCARICA DA QUI IL VOLANTINO A COLORI: Volantino STR CLR

SCARICA DA QUI IL VOLANTINO IN BIANCO E NERO: Volantino STR BN


TEMPA ROSSA. ECCO IL PARERE DI ARPA PUGLIA.

Copia di parere tempa rossa

Anche l’ARPA nel 2011 sosteneva che il progetto ‘Tempa Rossa’ non va autorizzato. Ecco il documento integrale:

Nota ARPA 15684 del 29 marzo 2011