Monthly Archives: September 2014

Taranto come Milazzo?

milazzo-770x512L’incidente alla Raffineria Mediterranea di Milazzo (AGIP/Q8) dove, in un serbatoio da 100mila metri cubi con tetto galleggiante, è divampato un incendio, è l’ennesima dimostrazione in tema di sicurezza di come la statistica renda nullo ogni tipo di calcolo matematico ai fini della previsione di rischi d’incidente rilevante.

Il progetto “Tempa Rossa” a Taranto prevede proprio la costruzione di due mega serbatoi da 180mila metri cubi con analoga tecnologia a tetto galleggiante.

Ci chiediamo quanto valga la sicurezza di una popolazione e dell’ambiente dinanzi alle affermazioni di FederPetroli secondo la quale alcun danno ambientale è stato prodotto dalla combustione delle sostanze tossiche sprigionatesi dal serbatoio della raffineria di Milazzo.

Ci chiediamo soprattutto se la nostra sicurezza valga meno del profitto delle multinazionali petrolifere che mirano allo sfruttamento del nostro territorio.

Attendiamo pertanto una forte opposizione da parte di tutte le autorità competenti affinché non venga realizzato il progetto “Tempa Rossa” che prevede la costruzione dei due serbatoi accanto a quelli già esistenti, con conseguente aumento del rischio d’incidente rilevante e un possibile effetto domino.

COMUNICATO STAMPA  MOVIMENTO STOP TEMPA ROSSA

27/09/2014

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VOLANTINO INFORMATIVO.PERCHE’ TEMPA ROSSA CI FA MALE.

Depliant COLORIDepliant BN

Martedi 16 settembre si è svolta la Conferenza organizzata da Confindustria Taranto  nel corso della quale è stato presentato il progetto ‘Tempa Rossa’.Le multinazionali Eni, Total, Shell e Mitsui hanno presentato il progetto come un’occasione assolutamente vantaggiosa per Taranto, assicurando la perfetta ecocompatibilità del progetto ad ‘impatto zero’.
Per ‘informare’ la popolazione le multinazionali provvederanno ad inviare nelle case dei tarantini un opuscolo nel quale il progetto ‘Tempa Rossa’ appare come una vera e propria benedizione per la città, un’occasione da non perdere.
Ma la verità non è questa.
Il Movimento Stop Tempa Rossa ha dunque ideato e realizzato un volantino nelle due versioni a colori e in bianco e nero per informare in maniera rapida ed efficace sul progetto ‘Tempa Rossa’. L’obiettivo è contro-informare, spiegare, in maniera semplice, cos’è realmente questo progetto.

SCARICA DA QUI IL VOLANTINO A COLORI: Volantino STR CLR

SCARICA DA QUI IL VOLANTINO IN BIANCO E NERO: Volantino STR BN


TEMPA ROSSA. ECCO IL PARERE DI ARPA PUGLIA.

Copia di parere tempa rossa

Anche l’ARPA nel 2011 sosteneva che il progetto ‘Tempa Rossa’ non va autorizzato. Ecco il documento integrale:

Nota ARPA 15684 del 29 marzo 2011


Che fine ha fatto l’Erir?

ERIR

E’ fin dal lontano 2 ottobre 2012 che il Comune di Taranto ha dato il via al solito balletto dell’approvazione di importanti documenti urbanistici che girano di stanza in stanza, a volte ritornano nei cassetti, per poi riprendere il valzer o forse meglio la quadriglia dei continui “changé la dame”per poi riuscire finalmente, dopo tanti inchini e giravolte, a trovare, si spera, la mano giusta. Il riferimento, nello specifico, è ad un importante elaborato tecnico che il Comune dovrebbe approvare al più presto che garantisce  il rispetto delle condizioni di sicurezza in relazione alle distanze tra stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti e territori circostanti.   

Queste le prime parole dell’ei fu comunicato stampa che annunciava la presentazione del suddetto piano da parte dell’ex assessore all’urbanistica, Francesco Cosa:” E’ stata completata la redazione dell’elaborato Tecnico inerente il Rischio di Incidenti Rilevanti (ERIR) del Comune di Taranto. Ad occuparsi del documento è stata la Direzione Urbanistica Edilità che, tramite l’Assessore Francesco Cosa, l’ha presentato questa mattina al SindacoEra appunto il 2 ottobre 2012.

Ci si potrebbe chiedere cosa sia successo nel frattempo: un incendio, non rilevante, ma che ha bruciato tutte le carte? Un furto cartografico per lanciare la nuova moda del ladro di mappe anticheUn più moderno bug infiltrato che cancella tutti i dati? Nulla che possa immaginare la più fervida fantasia, ma, secondo convincenti ipotesi, solo rilassante attesa, indecisione, paura di cambiare lo status quo. 

Perché è importante questo strumento urbanistico? Perché è strategico e tutela i comuni interessati da aziende a rischio d’incidente rilevante. Infatti è proprio il DM  9  maggio  2001  a rendere  obbligatorio per tali comuni l’ERIR ritenendolo  “parte  integrante  e  sostanziale  dello  strumento  urbanistico” (punto  3.1  Allegato  al  DM  9  maggio  2001). Di notevole importanza è poi la successiva adozione della variante  al  piano  urbanistico che rende compatibile  la  presenza  di  stabilimenti  a  rischio  di incidente rilevante con gli insediamenti residenziali e l’ambiente. Quindi, di fatto, tale strumento  condiziona  le  scelte urbanistiche  e amministrative attraverso le relative  modifiche all’assetto del territorio, alle norme di attuazione del PRG e ai regolamenti connessi, vincolando uso e destinazione dei suoli.

Con l’approvazione di tale documento, sovraordinato al Piano Regolatore Generale, in quanto ha lo scopo di evidenziare con obiettività le situazioni di pericolosità e rischio per la popolazione, si potrà avere una visione più dettagliata della situazione attuale rispetto agli insediamenti industriali esistenti e sarà più agevole attuare ogni misura preventiva per poter evitare possibili futuri incidenti. Esso deve contenere, tra l’altro, misure di prevenzione e mitigazione rischi, anche al fine di prevenire il cosiddetto effetto domino.

Una volta approvato l’ERIR, si può valutare come un nuovo progetto futuro, ad esempio  Tempa Rossa, potrebbe incidere ulteriormente sulla sicurezza della popolazione, oppure dove è più opportuno ubicare nuovi insediamenti industriali. Quindi l’ERIR andrebbe approvato subito per poter fare queste valutazioni, anche in vista del fatto che ci sarebbe, subito dopo, un periodo transitorio in cui si raccoglierebbero le osservazioni della cittadinanza e dei portatori d’interesse.

Il tema del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose deriva dall’attuazione di Direttive europee, ed essendo l’ultima versione (che sarà operativa a partire dal 1° giugno 2015), ovvero la Seveso III, più restrittiva della precedente in quanto rende più rigorose le norme per l’ispezione degli stabilimenti e introduce una distanza di sicurezza dall’abitato per i nuovi impianti, l’ERIR potrebbe di già comprenderle ed obbligare così i comuni ad adeguare i loro PRG a queste nuove normative e prescrizioni mediante una politica di pianificazione territoriale e urbanistica che tenga conto della necessità di mantenere opportune distanze tra gli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante e le zone residenziali, le zone frequentate dal pubblico e le zone di interesse naturale o particolarmente vulnerabili.

Ma, in assenza di variante ai piani coordinamento provinciali e strumenti urbanistici, il compito in materia di rischi di incidenti rilevanti per il rilascio del parere tecnico di controllo dell’urbanizzazione viene assolto dal C.T.R.(Comitato Tecnico Regionale) sulla base delle informazioni fornite dal Gestore (ebbene sì). Ed è proprio questa una delle criticità che presentano le norme derivanti dalle Direttive Seveso.

Infatti, la limitazione della verifica di compatibilità alle sole aree di danno non tiene conto di fattori quali l’incertezza  dei  modelli,  la  variabilità  dei  fenomeni  meteorologici,  la  possibilità  di  eventi  non previsti, effetti comunque indotti dal trasporto di merci pericolose in transito da e verso l’azienda, nonché della mancanza di un’istruttoria compiuta dall’autorità pubblica per gli stabilimenti soggetti ai soli articoli 6 e 7 del d.lgs.334/99. Tant’è che, proprio per quest’anomalia, il CTR ha concesso il nulla osta di fattibilità al Progetto Tempa Rossa, dato che ha dovuto attenersi ai dati rilasciati dal Gestore. Ecco perché si rende assolutamente necessario adottare al più presto questo nuovo strumento di pianificazione, l’ERIR, per un Comune come il nostro interessato direttamente da stabilimenti “Seveso”, per integrare la cultura del rischio industriale direttamente nella formazione dei piani regolatori comunali. 

MOVIMENTO STOP TEMPA ROSSA


La Regione Puglia vuole Tempa Rossa

stop tempa rossa ROSSO

Giovedì 11 Settembre 2014, presso la sala Guaccero, si è tenuta una riunione indetta dal presidente del Consiglio della Regione Puglia, Onofrio Introna; presenti inoltre i capigruppo Michele Losappio ed i consiglieri Angelo Disabato, Tommy Attanasio, Francesco Laddomada e Antonio Scianaro, il sindaco di Monopoli Emilio Romani (anche in rappresentanza dell’ANCI e delle Amministrazioni comunali costiere pugliesi), assessori e consiglieri di Ostuni, Fasano e Polignano, per Taranto l’assessore Vincenzo Baio, il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, il prof. Niccolò Carnimeo per il WWF, esponenti di Greenpeace e dei Comitati No petrolio Sì energie rinnovabili di Monopoli, Bonifica Molfetta, Tutela del mare del Gargano e delle Reti No Triv del Gargano e di Terra di Bari. Lo scopo della riunione era illustrare una lettera che Introna avrebbe consegnato al presidente del Consiglio Matteo Renzi nella sua prossima visita a Bari. Tutti i presenti hanno esposto le problematiche ambientali relative ai progetti riguardanti le fonti fossili, sollevando anche temi specifici quali la presenza di ordigni bellici inesplosi contenenti armi chimiche e la potenziale contaminazione delle riserve idriche potabili. Come Movimento Stop Tempa Rossa ci dissociamo dalla posizione assunta dalla Regione Puglia, per mezzo di Introna attraverso il suo comunicato, giacché in esso non emerge la chiara intenzione di fermare le produzioni delle centrali di Cerano e di Taranto. Inoltre, ci dissociamo dall’ennesima iniziativa epistolare giacché la reale opposizione ai progetti va manifestata nelle sedi dei procedimenti autorizzativi, e non tramite missive dal valore amministrativo nullo. Inoltre, dopo aver esposto tutte le criticità e manifestato la nostra ferma opposizione al progetto Tempa Rossa, apprendiamo di essere stati incredibilmente ignorati, visto che alcun cenno a tale questione è stata comunicata alla stampa. Quanto accaduto ci fa giungere ad una sola conclusione: la Regione Puglia, parimenti al Comune di Taranto, proseguono in realtà nella direzione di voler favorire il progetto Tempa Rossa, coerentemente con i pareri favorevoli rilasciati durante la VIA e sulla totale latitanza in sede di conferenza dei servizi per la bonifica dei terreni su cui dovrebbero insistere i serbatoi.


Stop Tempa Rossa: Cosa si può fare.

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Promemoria per il Comune di Taranto.

1. Adozione dell’ERIR da parte del Comune di Taranto. Di cosa si tratta?
ERIR (Elaborato Rischi di Incidente Rilevante) è uno strumento per i comuni dove ci sono industrie a rischio di incidente rilevante, che deve essere obbligatoriamente approvato.
ERIR fotografa la situazione attuale del livello di rischio in un Comune sensibile.
L’adozione da parte del Comune dell’elaborato ERIR  consentirebbe di porre paletti ad impianti  futuri legati ad attività industriali a rischio di incidenti rilevante.

2. Non approvare la Variante al Piano Regolatore Portuale che include l’allungamento del pontile ENI necessario al Progetto Tempa Rossa.

3. Dura opposizione politica del Comune di Taranto al progetto Tempa Rossa contro le decisioni del Governo, mediante l’ istituzione di un Comitato Interregionale che mobiliti i parlamentari delle singole regioni.

 

 


CONTRO IL GOVERNO TARANTO RESTA A GUARDARE

mani sporche renzi

NOTA STAMPA MOVIMENTO STOP TEMPA ROSSA

06/09/2014

CONTRO IL GOVERNO TARANTO RESTA A GUARDARE

E’ alle porte la riforma del Titolo V della Costituzione Italiana con la quale lo Stato diventerebbe l’unico a poter legiferare in materia di produzione, trasporto e distribuzione di energia.

Intanto il Governo anticipa la riforma costituzionale con il decreto ‘Sblocca Italia’. Tale decreto impone, tra l’altro, l’aumento delle estrazioni petrolifere in Basilicata con conseguente devastazione ambientale, impoverimento delle risorse locali, senza alcun vantaggio né economico né occupazionale per la popolazione locale. Tutto questo si ripercuoterà negativamente anche sul territorio tarantino dove giungerà gran parte del petrolio estratto per essere raffinato, stoccato e trasportato attraverso navi petroliere.

Contro le decisioni del Governo contenute nel decreto ‘Sblocca Italia’ oggi alcuni sindaci d’Italia si schierano al fianco di comitati, associazioni e cittadini,  mentre i sindaci di Taranto e della provincia jonica restano a guardare.

Nonostante la dichiarazione di contrarietà al progetto Tempa Rossa, il Comune di Taranto, di concreto, non muove alcun passo contro il Governo per scongiurare l’avvio di un progetto che, oltre a compromettere definitivamente le nostre risorse marine, ad esporre la popolazione ad ulteriore rischio di incidente rilevante, svenderà completamente nelle mani dei colossi industriali il nostro porto che invece potrebbe divenire fonte di ricchezza e sviluppo per tutta la città.

Non ci bastano le dichiarazioni ufficiali di opposizione al progetto Tempa Rossa da parte delle istituzioni locali ma ci aspettiamo una forte azione coordinata con amministrazioni di altre città e regioni d’Italia per contrastare nel concreto quello che è un vero e proprio abuso attuato dal Governo Italiano che vuole imporre le proprie scelte, ignorando il volere dei cittadini.

Movimento Stop Tempa Rossa